Africa

AfricaIl territorio si estende da nord a sud per circa 8000 km e nel suo punto più largo raggiunge 7500 km. A metà del continente corre l’equatore all’altezza delle isole di Sao Tomé e della Guinea equatoriale a ovest e del Kenya ad est. Le catene montuose sono poche: a nord lungo l’oceano Atlantico ci sono i monti dell’Atlante e nell’estremo sud in Sudafrica, lungo l’oceano Indiano i monti dei Draghi. Lungo il Golfo di Guinea si trovano altri rilievi da qui nasce il fiume Niger. Nel centro del continente ci sono montagne di origine vulcanica che superano 5.000 m: il Kilimanjaro in Ruwenzori e il Monte Kenya. Il resto il territorio africano è un grande altopiano percorso da lunghe fratture nel terreno, chiamato Rift Valley, di origine tellurica orientate da nord a sud. In questi profondi avvallamenti nella parte est del paese ci sono i grandi laghi africani: il Victoria, il Tanganica e il Niassa. I grandi fiumi africani hanno un andamento stagionale che dipende dall’andamento delle piogge, escluso il fiume Zaire che ha una portata d’acqua abbastanza costante per via degli affluenti sia dal Nord dal sud. Il Nilo è in piena nel periodo estivo, lo Zambesi è in piena da febbraio ad aprile.

Bot 1Il fiume Okavango non ha sbocchi sul mare ma si esaurisce nella savana arida che nella stagione delle piogge diventa una grande palude. Sul continente ci sono tre grandi deserti: il Sahara che continua verso la penisola araba e a sud il deserto del Kalahari e il deserto della Namibia. Le coste sono lineari e poco adatte per ospitare porti. Le coste verso l’Oceano Indiano hanno lunghi tratti di barriera corallina e sono particolarmente adatte per la balneazione. Il clima è prevalentemente tropicale ed equatoriale. Solo lungo le coste del Mediterraneo a nord e all’estremo sud in Sudafrica il clima si fa più temperato e Mediterraneo. Africa 1

In Africa convivono una grande quantità di etnie e di lingue diverse. Nel passato si sono sviluppate civiltà che hanno lasciato scarso testimonianze scritte. Dal XVI secolo per 300 anni dall’Africa sono stati esportati nel mondo, in particolare verso le Americhe, milioni di schiavi una vera e propria “merce” che veniva rapinata dai mercanti determinando profondissime ferito nel tessuto sociale del Continente. Successivamente lo sfruttamento delle risorse è continuato con la teoria dell’Hinterland messa a punto dalle potenze europee, secondo la quale a ciascuna nazione veniva attribuito il territorio interno in base alla quantità di coste che si controllavano. Ciò ha fatto sì che venissero tracciati confini senza alcun rispetto per le tradizioni e le realtà etniche delle popolazioni dando pretesto e origine a molte delle guerre in quel di questi ultimi anni. Gli Stati africani hanno raggiunto l’indipendenza nella seconda metà del secolo scorso, ma hanno dovuto fare i conti con la loro terribile storia, con una relativa impreparazione della classe politica e con un livello di indebitamento degli Stati verso l’estero di proporzioni catastrofiche al punto che si contraggono debiti nuovi per pagare gli interessi sui debiti pregressi in una spirale che non consente vie d’uscita senza drastiche decisioni internazionali di intervento teso ad azzerare i debiti pregressi.

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