Americhe

America 1L’America, continente pari ad oltre il 28% della terre emerse, si estende, da nord a sud, quasi da un polo all’altro. È divisa in due grandi blocchi, l’America settentrionale e l’America meridionale, collegati tra loro da una sottile striscia di terra contornata da numerosi arcipelaghi e isole: l’America centrale. L’Oceano Atlantico a est e l’Oceano Pacifico a ovest la separano dagli altri continenti.

L’America settentrionale e meridionale hanno una conformazione fisica simile. Nella fascia occidentale si ergono imponenti catene montuose: a nord i monti dell’Alaska, la Sierra Nevada, la Sierra Madre e le grandiose Montagne Rocciose; a sud la lunghissima Cordigliera delle Ande. Le regioni centrali sono occupate da pianure percorse da grandi fiumi: a nord il Mississippi e il Missouri; a sud il Rio delle Amazzoni, l’Orinoco e il Paranà. Nell’area orientale, invece, entrambe presentano rilievi poco elevati: i monti Appalachi a nord, l’altopiano del Mato Grosso e il Massiccio della Guyana a sud.

L’America centrale è costituita da uno stretto e tortuoso istmo, prevalentemente montuoso e ricco di foreste, che ospita numerosi vulcani, alcuni dei quali attivi. A est è bagnata dalle calde acque del Mar dei Caraibi dove sono situati i diversi arcipelaghi delle isole Antille.

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La grande estensione in latitudine fa sì che il continente presenti una notevole varietà di climi: da quelli freddi del Canada settentrionale o della Patagonia argentina, al clima temperato continentale di gran parte del Nordamerica, a quello tropicale dell’America centrale ed equatoriale dell’Amazzonia. Straordinaria anche la varietà dei grandiosi ambienti naturali: dal grande «polmone verde» dell’Amazzonia, alle distese ghiacciate della Groenlandia, alle sconfinate praterie delle pampas argentine, ai deserti, ai grandi laghi sul confine tra Usa e Canada, alle acque cristalline del Mar dei Caraibi.

America 3Prima dell’arrivo dei colonizzatori europei l’America era un continente poco popolato, abitato dalle civiltà indigene insediate soprattutto nelle regioni centrali e meridionali. Dopo il 1492 le violenze dei conquistatori e la diffusione di epidemie provocarono la scomparsa di gran parte delle popolazioni locali. Il continente fu progressivamente popolato da coloni europei, mentre numerosi africani vennero deportati in America per lavorare come schiavi nelle piantagioni. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento una nuova, potente ondata migratoria spinse circa 60 milioni di europei a trasferirsi in America. Si formarono così due grandi aree culturali: l’America anglosassone, comprendente Canada e Stati Uniti, e l’America Latina, che include il Messico, l’America centrale e quella meridionale. Nella prima si sono affermate storicamente la lingua e la cultura dei colonizzatori britannici, nella seconda quelle di spagnoli e portoghesi.

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L’America anglosassone comprende anche alcuni territori autonomi appartenenti a paesi europei, come Groenlandia, Bermuda, Saint Pierre e Miquelon. I due paesi più grandi sono comunque Canada e Stati Uniti d’America: si tratta di stati federali in cui le principali libertà democratiche sono consolidate da oltre 200 anni. Gli Stati Uniti – che dominano la vita politica di tutto il continente – insieme a Canada e Messico hanno dato vita al NAFTA (North American Free Trade Agreement), accordo nordamericano di libero scambio in vigore dal 1994. L’America Latina – divisa in 33 stati, oltre a possedimenti europei come Guyana, Curacao, Guadalupa, Falkland ecc. – per lungo tempo è stata caratterizzata da instabilità politica e da dittature militari che si sono rese colpevoli di gravi violazioni dei diritti umani. Per quasi tutto il Novecento i governi democratici, deboli e di breve durata, sono stati spesso rovesciati da colpi di stato militari appoggiati da proprietari terrieri e da multinazionali minerarie e agroalimentari. Negli ultimi anni, tuttavia, si è registrato un graduale ritorno alla democrazia in molti paesi dell’area e sono state avviate riforme, che fino a oggi però non hanno inciso sulle disuguaglianze e gli squilibri economici di quei paesi. Nel 2004 i 12 stati indipendenti del Sudamerica hanno firmato un’intesa, sul modello dell’Unione Europea, per la formazione dell’Unione delle Nazioni Sudamericane (UNASUR): le finalità principali dell’organizzazione sono la promozione dello sviluppo economico dell’area e di una maggiore autonomia dagli Stati Uniti.

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Il continente ha oggi oltre 940 milioni di abitanti, di cui 590 nell’America Latina e 350 in quella anglosassone. Questa disparità è destinata in futuro ad accentuarsi perché da decenni l’America Latina presenta un tasso di incremento demografico decisamente maggiore. Comuni alle due Americhe sono, invece, l’alto tasso di popolazione urbana (oltre 2/3) e la bassa densità media (circa 20 ab/km2). A grandi spazi quasi spopolati (Canada, Alaska, Amazzonia, Patagonia) si alternano infatti aree urbane intensamente abitate presso le coste, i grandi laghi (America del Nord) e gli altopiani (America centrale e meridionale).

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